Classifiche di ricerca AI e brand mention
Quello della brand mention è un concetto in evoluzione. Negli ultimi anni, infatti, il panorama della SEO è cambiato più velocemente di quanto chiunque si aspettasse. L’avvento della ricerca AI e di modelli come Google Search Generative Experience, e ChatGPT Search ha completamente modificato il modo di fare ottimizzazione per i motori di ricerca.
Ottimizzare mediante parole chiave, backlink o SEO tecnica, quindi, non è più sufficiente: oggi la visibilità online è influenzata potentemente dalle menzioni del brand. La particolarità dei modelli AI è che non funzionano come i classici di Google. Infatti, non si limitano a scansionare link, ma cercano segnali conversazionali, prove di credibilità e altri segnali di reputazione sparsi nel web. In questa guida scopriremo insieme come sfruttare le menzioni al brand e come coltivarle per scalare le classifiche di ricerca AI.
Brand mention: cosa sono le menzioni del brand
Prima di tutto, però, partiamo dalle definizioni, cercando di comprendere fino in fondo cosa si intende con brand mention.
Le menzioni al brand non sono altro che citazioni di un marchio presenti online. Un brand può essere citato su qualsiasi prodotto digitale, da blog e articoli a video, da recensioni a commenti sui social media.
Il fatto che una marca venga nominata in modo naturale e in un contesto non artificioso come potrebbe essere una pubblicità online è fondamentale. Quando l’AI scansiona il web, è in grado di individuare ogni riferimento al web. I riferimenti vengono percepiti dall’Intelligenza Artificiale come segni di credibilità.
Inoltre, quando più fonti parlano dello stesso brand, l’Intelligenza Artificiale inizia a collegare il brand a determinati temi, categorie o problemi che l’utente vuole risolvere.
Intelligenza artificiale: perché le brand mentions guidano la ricerca AI
Le brand mentions rappresentano dunque a pieno titolo uno degli aspetti che possono influenzare maggiormente la visibilità di un brand.
L’Intelligenza Artificiale non valuta più i siti web limitandosi ai vecchi criteri della SEO tradizionale. Il metodo in cui il web viene analizzato è più vicino al modo in cui lo analizzerebbe una persona reale.
La ricerca AI osserva di cosa si parla, ma anche chi ha effettuato la citazione, quali brand emergono nelle conversazioni, quali sono i nomi che ricorrono più spesso in determinati contesti.
Insomma, l’Intelligenza Artificiale ha rivoluzionato il modo di conquistare la visibilità. Oggi non basta più curare la SEO e possedere backlink. Anzi, una brand mention ha ad oggi molto più valore di un backlink.
L’influenza sulla brand awareness
Le brand mention, poi, non servono solamente a scalare le classifiche di ricerca AI. Possono anche essere di grande aiuto per costruire e rafforzare la brand awareness.
Con questo termine indichiamo la capacità degli utenti del web non solo di riconoscere, ma anche di ricordare un brand e di associarne il nome a uno specifico prodotto o servizio.
Questa consapevolezza del marchio quindi non nasce solamente dai contenuti pubblicitari di un’azienda, ma da interazioni, attività e anche menzioni distribuite nel tempo.
Si viene tra l’altro a creare un circolo virtuoso: le brand mention migliorano la brand awareness e questa può generare nuove menzioni del brand.
Oltre i siti consigliati da altri siti: il passaparola digitale e l’autorevolezza
Ai paragrafi precedenti abbiamo detto che la SEO si è basata per lungo tempo sui backlink. In sostanza, più un sito veniva citato da altri siti, più veniva percepito come autorevole.
Questo meccanismo, tuttavia, funzionava con gli algoritmi dei motori di ricerca. La ricerca AI, tuttavia, come abbiamo visto funziona diversamente.
L’Intelligenza Artificiale non si accontenta più di siti consigliati da altri siti: è facile creare, simulare ma anche acquistare questo genere di menzioni.
Per scalare le classifiche di ricerca AI, serve dunque la brand mention: si tratta di una prova che il nome del brand alimenta sul serio conversazioni reali.
Tipologie di brand mention
Ma le brand mention non sono tutte uguali e ogni menzione del brand può avere un peso diverso in base al contesto, all’intenzione dell’autore, al luogo virtuale in cui appare.
Esistono innanzitutto le menzioni dirette, in cui il nome del brand viene citato chiaramente e senza ambiguità. Si tratta di menzioni molto ambite dai brand, in quanto sia l’AI che le persone reali possono riconoscerle immediatamente.
Ma anche le menzioni indiretta fanno parte delle brand mention.
Quando si parla di prodotti o servizi di un brand senza citarne il nome, ma descrivendolo in maniera inequivocabile siamo davanti a una menzione indiretta.
Le più potenti per scalare le classifiche AI, tuttavia, sono le cosiddette menzioni contestuali. Nella conversazione non si cita solo il nome del brand, ma lo si collega anche ad un tema specifico.
La citazione del contesto è fondamentale, perché questo aiuta l’AI a capire quando e perché quel brand è rilevante.
Infine, anche gli UGC, ossia i contenuti generati dagli utenti, rientrano tra le brand mention. Si tratta infatti di citazioni spontanee, che rappresentano per il brand una menzione preziosa e una riprova sociale fortissima.
Le menzioni si possono inoltre suddividere sulla base del canale di comunicazione scelto:
- social media
- recensioni
- citazioni su blog o giornali
- discussioni sul web o sui gruppi social.
Come coltivare le menzioni sul web
Ma come coltivare le brand mention nella pratica e stimolare le citazioni sul web?
Innanzitutto, è possibile rivolgersi a influencer e riviste o blog di settore per cercare di ottenere citazioni. È poi fondamentale lavorare sulla credibilità: apparire insieme ad altri brand leader del settore può essere di grande aiuto. Concedere interviste e partecipare a podcast o webinar, inoltre può generare menzioni del brand.
I vecchi guest post non vanno totalmente abbandonati. Anche un post di valore senza un backlink può aiutare.
Non bisogna poi dimenticare l’ottimizzazione dei contenuti: è vero che la vecchia SEO da sola non basta, ma le pubblicazioni aziendali devono comunque essere curate. Questo permetterà di comparire tra i risultati di ricerca AI. Bisogna quindi pubblicare post o contenuti con dati comprovati, fonti affidabili e esempi concreti.
L’ottimizzazione per motori di ricerca non va assolutamente abbandonata: difficilmente un contenuto priva di H1, H2 e H3 correttamente strutturati verrà inserito tra i risultati di ricerca AI.