Come trasformare i Pain Points del cliente
Nel marketing moderno, comprendere davvero il cliente significa andare oltre dati demografici e metriche superficiali. Al centro delle strategie più efficaci ci sono i Pain Points, ovvero i problemi, le frustrazioni e gli ostacoli concreti che le persone incontrano nel loro percorso di acquisto o di utilizzo di un servizio.
I Pain Points del cliente rappresentano il punto di contatto più delicato — e allo stesso tempo più potente — tra brand e pubblico. Individuarli con precisione consente non solo di migliorare prodotti ed esperienze, ma anche di costruire messaggi più rilevanti, soluzioni più mirate e relazioni di fiducia durature. In altre parole, riconoscere un problema prima ancora che il cliente lo esprima apertamente è ciò che distingue una comunicazione generica da una strategia realmente orientata al valore.
Nel contesto digitale attuale, in cui l’utente è sovraesposto a offerte e contenuti, saper lavorare sui Pain Points significa trasformare una difficoltà percepita in un’opportunità di business. È qui che marketing, UX, customer care e sales convergono, utilizzando insight reali per guidare decisioni, ottimizzare il funnel e aumentare conversioni e fidelizzazione.
In questo articolo vedremo come identificare i Pain Points del cliente, quali strumenti utilizzare per intercettarli lungo il customer journey e come trasformarli in leve strategiche per creare esperienze più coerenti, soluzioni più efficaci e un posizionamento competitivo solido e credibile.
Che cosa sono i pain points
Nel primo caso, il cliente sa di avere un problema, ad esempio un prezzo troppo alto, un servizio lento o una procedura d’acquisto complicata. Nel secondo, al contrario, l’utente sa che qualcosa non funziona, ma non esattamente cosa.
- finanziari: il cliente ritiene di spendere troppo per il prodotto/servizio che utilizza, avvertendo disagio;
- di produttività: il consumatore percepisce inefficienza nel prodotto/servizio, considerandolo non adatto alle sue esigenze e mal funzionante per i suoi scopi;
- assistenza: il supporto è carente in chiarezza e tempestività di risposta, creando un malcontento ed insoddisfazione nell’utente;
- comunicativo: il brand trasmette messaggi fuorvianti, generando confusione agli occhi del cliente.
Pain Points: individuazione ed approcci principali
Di certo, lo strumento più utile per individuarli è l’ascolto: le persone, infatti, espongono i propri problemi quotidianamente tramite recensioni, commenti, messaggi, email e comportamenti online, come l’abbandono del carrello o la richiesta di supporto.
- qualitativa: si basa sull’ascolto diretto.
Per comprendere le motivazioni profonde ci si affida a interviste, questionari aperti, analisi dei feedback etc. Nei negozi fisici, strumenti come i tablet permettono di raccogliere in tempo reale le impressioni dei visitatori, valutandone il sentiment sull’esperienza vissuta; - quantitativa: utilizza dati numerici e report per identificare le tendenze ricorrenti.
In particolare, i possibili disagi sono identificabili in tassi di abbandono, tempi medi di risposta e percentuali di conversione.
- attese troppo lunghe per ricevere risposte ed assistenza;
- comunicazione fuorviante, con promesse non mantenute.
- processi confusi, ad esempio funnel di vendita complicati o passaggi ridondanti;
- mancanza di informazioni chiare durante l’acquisto.
Come sfruttare i Pain Points nella strategia di marketing
- landing page e home page: headline o sottotitoli, in grado di mettere subito in evidenza sia il problema che la soluzione proposta. Ad esempio, Canva con la promessa di una progettazione di siti online accessibile a tutti;
- advertising: in particolare tramite la strategia del PAS con la quale prima si espone il problema, poi lo si enfatizza facendo percepire l’urgenza ed infine si propone la soluzione concreta;
- payoff e nomi dei brand, come ad esempio CasaFacile e Trovaprezzi.it, che promettono di semplificare la vita tramite parole che comunicano la risposta a un preciso problema;
- contenuti editoriali: blog, post e video possono nascere proprio dai problemi più cercati dagli utenti. È infatti sufficiente fare una ricerca su Google per scoprire centinaia di domande che contengono potenziali Pain Points, ad esempio “perché il mio sito è lento”, “come aumentare le vendite online”. Ognuna di queste query è un’opportunità per creare contenuti utili e mirati;
Come trasformarli in opportunità di business
- customer care: se un’azienda nota che molti utenti lamentano tempi di risposta eccessivi, può intervenire automatizzando alcune fasi, introducendo chatbot intelligenti o potenziando l’assistenza umana e, di conseguenza, migliorare la percezione del servizio;
- trasparenza nella comunicazione: molti clienti si sentono ingannati da messaggi ambigui o condizioni nascoste o mal esposte. In questo senso, costruire promesse realistiche e mantenerle, rafforza la fiducia e genera fedeltà;
- semplificazione dei processi: funnel di vendita troppo articolati, moduli infiniti e passaggi ridondanti creano frustrazione e si trasformano in abbandono. Al contrario, occorre ridurre gli attriti, facilitare la conversione e ottimizzare il percorso del cliente.