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La stretta di mano nel linguaggio del corpo

La stretta di mano nel linguaggio del corpo

La stretta di mano nel linguaggio del corpo
  • Alessia Seminara
  • 5 Gennaio 2026
  • Vendita e comunicazione
  • 5 minuti

La stretta di mano nel linguaggio del corpo

In un semplice gesto come una stretta di mano potrebbero nascondersi numerose indicazioni sul nostro carattere. Quando stringiamo la mano a qualcuno, sia in forma di saluto che al momento di una presentazione, possiamo infatti rivelare preziose informazioni su di noi, oltre che sul nostro stato d’animo.

Ogni giorno ci troviamo a compiere questo gesto numerose volte: per salutare, per presentarci, come segno di benvenuto. Per questo, è importante saper leggere le varie tipologie di stretta e conoscere gli elementi di una stretta di mano vincente, per comunicare al meglio con il nostro interlocutore.

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Stretta di mano, da forma di saluto ad elemento del linguaggio del corpo

La stretta di mano nasce come forma di saluto: le sue origini si perdono nel tempo e nei secoli. Ad oggi, ha assunto un significato totalmente differente rispetto al passato. Inoltre, il suo significato può dipendere dal contesto culturale.

Si pensa che, in origine, questa forma di saluto sia nata per rassicurare l’altro. Stringere la mano all’altra persona permetteva infatti di mostrarle di non disporre di armi nascoste in mano.

Un messaggio di pace e fiducia

Gli individui che, nei secoli passati, utilizzavano la stretta di mano come saluto, dunque, inviavano un messaggio di buone intenzioni e comunicavano volontà di pace.
Spesso, oltre alla stretta, si usava muovere le mani unite per mostrare all’altro che non si stavano nascondendo armi nelle maniche.

Le origini antichissime della stretta di mano sono dimostrate dalle effigi in tombe, vasi e lastre in pietra. Spesso e volentieri, in scene quotidiane come matrimoni, partenze per andare in guerra o anche in accordi tra divinità, sono stati ritratti uomini o dei all’atto di stringere la mano. Nei secoli successivi, questo gesto si è arricchito di nuovi significati sociali, anche in questo caso legati comunque alla fiducia.

Non a caso, ad oggi lo vediamo come un segno di accordo: non è raro che una transazione o un patto tra due persone venga suggellato grazie ad una stretta di mano. Inoltre, in tempi ancora più recenti, la stretta di mano è diventato un vero e proprio elemento da analizzare per chi studia il linguaggio del corpo. È, in sostanza, uno strumento che permette di valutare il linguaggio non verbale della persona.

Handshakes e comunicazione non verbale: l’esperimento in Alabama

Nel 1999, lo psicologo William Chaplin condusse un interessante esperimento sull’handshakes, ossia la stretta di mano. La ricerca venne condotta presso l’Università dell’Alabama e valutò ben otto diverse caratteristiche del gesto, quali per esempio temperatura e forza.
Lo studio è riuscito a mettere in luce come la stretta di mano sia un elemento prezioso per la comunicazione non verbale. Permette infatti di ottenere numerose informazioni sulla personalità del soggetto.

I risultati misero in luce che le persone estroverse avevano una stretta più calda ed energica. Inoltre, elementi come la durata e la tipologia della stretta erano indice di fiducia ed educazione della persona esaminata.
Chaplin concluse dunque che, da questo semplicissimo gesto, è possibile trarre tantissime indicazioni sulla persona che ci troviamo davanti.

Come una stretta di mano influenza la prima impressione

È proprio per questo motivo che spesso la stretta di mano influenza la prima impressione che l’altro può farsi di noi.
A livello psicologico, questo semplice gesto ci permette di ridurre la distanza con la persona che abbiamo di fronte. Un aspetto che potrebbe facilitare la comunicazione, ovviamente a patto che la stretta comunichi apertura e fiducia.

Ma potrebbe anche avvenire il contrario: se a stringere la mano è una persona riservata o in ansia, la stretta potrebbe essere debole. In questo caso, è facile percepire mancanza di fiducia e passività.
Al contrario, una stretta di qualità e forte, ma ovviamente non eccessiva, è spesso indice di una personalità estroversa e sicura, con ottime qualità di leadership.

Anche l’introduzione o meno della seconda mano può dare molte indicazioni: di solito, la si aggiunge per esprimere supporto. A seconda del contesto in cui il gesto avviene, tuttavia, potrebbe anche indicare dominanza sull’altro.

I significati secondo la psicologia

Il team di psicologi dell’Alabama, capitanato da Chaplin, non è stato ovviamente l’unico ad occuparsi della stretta di mano e dei suoi significati.
Gli studi, negli anni, hanno permesso di individuare diversi significati nascosti in una semplice stretta di mano. La valutazione deve basarsi su alcuni elementi fondamentali.

Innanzitutto, la direzione del palmo della mano.
Quando la persona davanti a noi avvicina la mano dall’alto e col palmo verso il basso, probabilmente ci troviamo davanti a qualcuno di arrogante. Ci costringe infatti a rivolgere il palmo verso l’alto.
Al contrario, un palmo rivolto verso l’alto è segno di disponibilità e gentilezza.

La cosiddetta mano dell’artista, ossia una stretta poco vigorosa e che non ci trasmette informazioni, invece, potrebbe mandarci in confusione. Il nostro cervello, infatti, non riceve informazioni da decodificare.
Quando entrambe le mani dei due interlocutori vanno l’una verso l’altra, si viene invece a configurare una situazione di parità.

La psicologia ha infine studiato la cosiddetta gabbia: si tratta della stretta nella quale l’interlocutore utilizza entrambe le mani per stringere quella dell’altro. A differenza di quanto si tende a credere, non è un gesto di protezione e affetto.
Stringere entrambe le mani dell’interlocutore, se non c’è confidenza, potrebbe generare un senso di oppressione. Spesso è adottata da chi vuole confermare la propria posizione.

La stretta di mano migliore

Se l’intento è quello di comunicare un messaggio di benvenuto o di fiducia, sarebbe meglio evitare sia di porgere il palmo rivolto verso il basso, gesto che abbiamo appena analizzato, sia di rivolgerlo verso l’alto. In questo secondo caso, rischiamo di comunicare sottomissione.

Inoltre, anche se la stretta ideale è decisa e forte, la stretta di mano a morsa va assolutamente evitata. Di solito, questo gesto è associato alla volontà di predominio, ma anche alla mancanza di delicatezza.
La stretta di mano migliore è quella in cui le due mani degli interlocutori si incontrano in parallelo. Quanto agli altri dettagli, è bene calibrarli a seconda della situazione.

Il gesto dovrebbe infatti essere coerente con quanto provato nel momento in cui viene messo in atto.

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Alessia Seminara
Copywriter e web editor. Dopo la formazione universitaria, ho deciso di intraprendere vari percorsi formativi che mi hanno consentito di iniziare a lavorare per il web. Collaboro con diverse testate online e mi occupo di copy e scrittura per vari siti web.
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