Test Professioni Sanitarie 2026: pubblicato il decreto ministeriale nr. 1003
Il Test Professioni Sanitarie 2026 si svolgerà a settembre e continuerà a rappresentare la prova di accesso ai corsi di laurea delle professioni sanitarie per l’anno accademico 2026/2027. Con il Decreto Ministeriale n. 1003 del 6 agosto 2026, il Ministero dell’Università e della Ricerca ha definito modalità e contenuti delle prove di ammissione ai corsi in lingua italiana e in lingua inglese.
La principale conferma riguarda la struttura del test: 60 quesiti a risposta multipla da risolvere in 100 minuti, con una forte prevalenza delle domande di Biologia, Chimica, Fisica e Matematica. Le prove si svolgeranno:
- 16 settembre 2026 alle ore 11:00 per i corsi in lingua italiana;
- 17 settembre 2026 alle ore 11:00 per i corsi in lingua inglese.
In entrambi i casi, la durata prevista è di 100 minuti.
Vediamo nel dettaglio come sarà composto il test, come verrà calcolato il punteggio, come funzioneranno le graduatorie e quali sono le novità da conoscere prima dell’iscrizione.
Test Professioni Sanitarie 2026: le date ufficiali
Il calendario è stato confermato dal Decreto Ministeriale n. 1003.
| Prova | Data | Ora | Durata |
|---|---|---|---|
| Professioni Sanitarie in lingua italiana | 16 settembre 2026 | 11:00 | 100 minuti |
| Professioni Sanitarie in lingua inglese | 17 settembre 2026 | 11:00 | 100 minuti |
La prova viene svolta presso le singole sedi universitarie.
A differenza di altri corsi ad accesso programmato nazionale, il test delle Professioni Sanitarie 2026 non è predisposto centralmente dal MUR: ciascuna università prepara la propria prova. Il decreto stabilisce però che, all’interno dello stesso Ateneo, il test debba essere identico per tutte le tipologie di corsi di Professioni Sanitarie attivati.
Questo è un punto importante per chi presenta domanda per più corsi dello stesso Ateneo: non si sostengono prove differenti per Infermieristica, Fisioterapia, Logopedia o le altre Professioni Sanitarie, ma si partecipa a un’unica prova e si esprimono le proprie preferenze.
Come è composto il Test Professioni Sanitarie 2026
La prova del Test Professioni Sanitarie 2026 è composta da 60 domande, ciascuna con 5 alternative di risposta, di cui una sola corretta.
La distribuzione ufficiale dei quesiti è la seguente:
| Materia | Numero di quesiti |
|---|---|
| Competenze di lettura e conoscenze acquisite negli studi | 4 |
| Ragionamento logico e problemi | 5 |
| Biologia | 23 |
| Chimica | 15 |
| Fisica e Matematica | 13 |
| Totale | 60 |
La struttura mostra con chiarezza il peso delle discipline scientifiche.
Biologia rappresenta da sola oltre un terzo della prova, con 23 quesiti. Sommando Biologia, Chimica, Fisica e Matematica si arriva a 51 domande su 60. Questo significa che circa l’85% del test riguarda direttamente le materie scientifiche.
Per la preparazione al Test Professioni Sanitarie 2026, quindi, è particolarmente importante consolidare:
- Biologia;
- Chimica;
- Fisica;
- Matematica;
- capacità di ragionamento e comprensione del testo.
Quanto tempo c’è per rispondere alle domande
Per risolvere i 60 quesiti sono disponibili 100 minuti.
In termini puramente matematici significa avere una media di circa un minuto e 40 secondi per domanda, ma durante la prova non tutte le domande richiedono lo stesso tempo.
I quesiti di conoscenza diretta possono essere risolti rapidamente, mentre problemi di Fisica, Matematica o ragionamento possono richiedere più passaggi.
La gestione del tempo diventa quindi parte integrante della preparazione: conoscere la teoria non basta se non si è abituati a risolvere quesiti a risposta multipla entro tempi limitati.
Come viene calcolato il punteggio
Il punteggio massimo del Test Professioni Sanitarie 2026 è di 90 punti.
Il decreto prevede:
- +1,5 punti per ogni risposta corretta;
- -0,4 punti per ogni risposta sbagliata;
- 0 punti per ogni risposta non data.
Una prova interamente corretta produce quindi: 60 × 1,5 = 90 punti.
La penalizzazione delle risposte errate è un elemento importante nella strategia di prova. Non sempre, infatti, conviene rispondere casualmente quando non si è in grado di eliminare almeno alcune alternative. Una risposta omessa non produce penalizzazione, mentre una risposta sbagliata sottrae 0,4 punti.
Qual è il punteggio minimo per essere idonei
Il decreto del Test Professioni Sanitarie 2026 stabilisce una soglia formale molto bassa: il candidato è considerato idoneo se ottiene un punteggio superiore a zero. Chi non risponde ad alcun quesito non viene inserito in graduatoria.
Attenzione, però: essere idonei non significa essere ammessi.
L’effettivo ingresso nel corso dipende da:
- punteggio ottenuto;
- numero di posti disponibili;
- posizione in graduatoria;
- preferenze espresse;
- risultati degli altri candidati.
Per corsi particolarmente richiesti come Fisioterapia, Logopedia o Ostetricia, il punteggio necessario per entrare può essere molto superiore alla semplice soglia di idoneità.
Come funzionano le preferenze per i corsi
Ogni università deve predisporre una procedura che consenta al candidato di indicare l’ordine di preferenza dei corsi di laurea per i quali sostiene la prova di Professioni Sanitarie. Questo aspetto è molto importante perché la stessa prova può consentire di concorrere per più corsi attivati dallo stesso Ateneo.
Per esempio, il candidato potrebbe indicare:
- Fisioterapia;
- Logopedia;
- Infermieristica;
- Tecniche di Radiologia Medica;
- Tecniche di Laboratorio Biomedico.
Le modalità precise con cui indicare le preferenze, il numero massimo di opzioni e le regole degli scorrimenti devono essere verificate nel bando della singola università.
Come funzionano le graduatorie
Il sistema rimane basato su graduatorie predisposte dai singoli Atenei. Il decreto nr 1003 per i Test Professioni Sanitarie 2026 prevede due graduatorie distinte:
- una per candidati UE e candidati non UE equiparati ai sensi dell’articolo 39, comma 5, del D.Lgs. n. 286/1998;
- una riservata ai candidati non UE residenti all’estero.
Non si tratta quindi di una graduatoria nazionale unica delle Professioni Sanitarie analoga ad altri sistemi di accesso universitario.
Ogni Ateneo forma la propria graduatoria sulla base del risultato ottenuto nel test e delle preferenze espresse.
Cosa succede in caso di parità di punteggio
Il DM n. 1003 stabilisce anche l’ordine utilizzato per sciogliere eventuali parità. In caso di stesso punteggio complessivo, prevale chi ha ottenuto il punteggio più alto, nell’ordine, nei quesiti di:
- Biologia;
- Chimica;
- Fisica e Matematica;
- Ragionamento logico e problemi;
- Competenze di lettura e conoscenze acquisite negli studi.
Questo criterio conferma ulteriormente il peso attribuito alle materie scientifiche, in particolare alla Biologia.
Il decreto introduce inoltre una preferenza specifica, a parità di punteggio, per candidati con invalidità pari o superiore al 66% o con disabilità certificata ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104/1992.
Al di fuori di questa ipotesi, in caso di ulteriore parità, prevale il candidato anagraficamente più giovane.
Test Professioni Sanitarie 2026 e candidati con DSA, disabilità o invalidità
Il decreto dei Test Professioni Sanitarie 2026 disciplina espressamente le misure previste per candidati con disabilità, invalidità o disturbi specifici dell’apprendimento.
È possibile richiedere:
- ausili;
- misure compensative;
- tempo aggiuntivo.
La richiesta deve essere presentata secondo le modalità indicate dal bando dell’Ateneo presso il quale si svolge la prova.
Per i candidati con invalidità o disabilità il tempo aggiuntivo può arrivare fino al 50% in più rispetto ai 100 minuti ordinari. Per i candidati con DSA può essere concesso un tempo aggiuntivo fino al 30% in più.
Posti disponibili Professioni Sanitarie 2026: quanti sono?
Su questo punto è importante evitare di anticipare numeri non ancora ufficiali.
Il DM n. 1003 del 6 agosto 2026 non stabilisce il numero complessivo dei posti disponibili.
L’articolo 6 precisa che i posti destinati alle immatricolazioni saranno ripartiti tra le università attraverso un successivo decreto ministeriale.
Di conseguenza, al momento della pubblicazione del DM n. 1003 non è ancora possibile indicare in modo definitivo quanti posti saranno disponibili nel 2026/2027 per:
- Infermieristica;
- Fisioterapia;
- Ostetricia;
- Logopedia;
- Tecniche di Radiologia Medica;
- Tecniche di Laboratorio Biomedico;
- Dietistica;
- Igiene Dentale;
- Terapia Occupazionale;
- Tecniche della Prevenzione;
- e gli altri corsi delle Professioni Sanitarie.
Una novità importante: i posti residui e il collegamento con il semestre filtro
Il DM n. 1003 collega alcuni corsi delle Professioni Sanitarie al nuovo sistema del semestre filtro di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria.
Per i corsi delle Professioni Sanitarie individuati come corsi affini dal DM n. 941 del 10 luglio 2026, eventuali posti rimasti inutilizzati dopo le normali procedure di ammissione vengono messi a disposizione della graduatoria dei corsi affini prevista dal semestre filtro.
Se, anche dopo questa procedura e i relativi scorrimenti, dovessero rimanere posti liberi, gli Atenei potranno organizzare una prova suppletiva di accesso.
Alla prova potranno partecipare:
- i candidati che hanno sostenuto il Test Professioni Sanitarie 2026;
- coloro che hanno frequentato il semestre filtro nell’a.a. 2026/2027.
La data della prova suppletiva sarà stabilita con un successivo provvedimento ministeriale.
Questa disposizione crea quindi un collegamento diretto tra il nuovo accesso a Medicina e alcuni corsi delle Professioni Sanitarie.
Cosa succede se rimangono posti liberi in altri Atenei
Il decreto 1003 per i Test Professioni Sanitarie 2026 introduce anche un meccanismo utile a recuperare posti che restano vacanti al termine degli scorrimenti.
La possibilità di concorrere per posti rimasti liberi presso altre università vale se un candidato:
- ha sostenuto regolarmente il test 2026;
- non è riuscito a entrare nella propria sede per esaurimento dei posti.
Gli Atenei che dispongono ancora di posti devono pubblicare uno specifico avviso sul proprio sito e raccogliere le domande dei candidati. Le richieste vengono accolte in ordine di punteggio fino all’esaurimento dei posti.
Questa possibilità rende particolarmente importante continuare a monitorare i siti degli Atenei anche dopo la pubblicazione delle prime graduatorie.
Quando saranno pubblicati i bandi delle università
Il decreto nr. 1003 per i Test Professioni Sanitarie 2026 stabilisce che i bandi di concorso degli Atenei devono essere emanati almeno 30 giorni prima della prova.
Il singolo bando conterrà informazioni fondamentali come:
- modalità di iscrizione;
- scadenza per presentare la domanda;
- contributo di partecipazione;
- sede della prova;
- orario di convocazione;
- documenti da portare;
- modalità di indicazione delle preferenze;
- procedure per DSA e disabilità;
- regole relative agli scorrimenti.
Il decreto ministeriale nr. 1003 stabilisce quindi la cornice nazionale, mentre per iscriversi concretamente al Test Professioni Sanitarie 2026 è sempre necessario consultare il bando dell’università scelta.
Test Professioni Sanitarie in italiano e in inglese: cambia la struttura?
No. Il DM n. 1003 disciplina congiuntamente i corsi in lingua italiana e quelli in lingua inglese.
La composizione rimane quindi:
- 60 quesiti;
- 5 alternative per domanda;
- 100 minuti;
- stessa distribuzione tra le materie;
- stesso sistema di punteggio.
Ciò che cambia è naturalmente la lingua della prova e la data:
- 16 settembre 2026 per il test in italiano;
- 17 settembre 2026 per il test in inglese.
Cosa studiare per il Test Professioni Sanitarie 2026
La distribuzione delle domande permette di stabilire con precisione le priorità di studio.
Biologia: 23 quesiti
È la materia con il peso maggiore e, in caso di parità, è anche il primo settore utilizzato per determinare la precedenza in graduatoria.
Chimica: 15 quesiti
Costituisce il secondo blocco più numeroso e il secondo criterio di spareggio.
Fisica e Matematica: 13 quesiti
Sono aggregate in un unico gruppo e rappresentano oltre un quinto della prova.
Ragionamento logico: 5 quesiti
La componente logica è più contenuta rispetto alle discipline scientifiche, ma può rappresentare una buona opportunità per ottenere punti senza ricorrere esclusivamente alla memorizzazione.
Competenze di lettura e conoscenze acquisite negli studi: 4 quesiti
È il blocco numericamente più piccolo, ma non dovrebbe essere completamente trascurato. Il programma dettagliato delle materie è contenuto nell’Allegato A richiamato dal DM n. 1003.
Le date da ricordare
Per chi vuole sostenere il Test Professioni Sanitarie 2026, le informazioni già ufficiali possono essere sintetizzate così:
| Cosa | Data / informazione |
|---|---|
| DM modalità e contenuti | 6 agosto 2026 |
| Test Professioni Sanitarie in italiano | 16 settembre 2026, ore 11:00 |
| Test Professioni Sanitarie in inglese | 17 settembre 2026, ore 11:00 |
| Durata | 100 minuti |
| Numero domande | 60 |
| Punteggio massimo | 90 punti |
| Bandi universitari | almeno 30 giorni prima della prova |
| Posti disponibili | da definire con successivo decreto |
| Eventuale prova suppletiva per corsi affini | data da definire con successivo provvedimento |
Come prepararsi al Test Professioni Sanitarie 2026
La struttura della prova dei Test Professioni Sanitarie 2026 rende evidente che una preparazione efficace non può essere basata soltanto sul ripasso teorico.
È necessario alternare:
- studio della teoria;
- esercizi per singola materia;
- quesiti a risposta multipla;
- simulazioni complete da 60 domande;
- allenamento con il limite di 100 minuti;
- analisi degli errori commessi.
Un ruolo particolare dovrebbe essere attribuito a Biologia e Chimica, che insieme valgono 38 quesiti sui 60 complessivi.
Allo stesso tempo, trascurare Fisica e Matematica può incidere significativamente sul punteggio finale, soprattutto considerando che le risposte sbagliate prevedono una penalizzazione.
La strategia migliore è quindi arrivare alla prova dei Test Professioni Sanitarie 2026 conoscendo non soltanto gli argomenti, ma anche il proprio livello di sicurezza nelle diverse materie e il tempo medio necessario per risolvere ciascuna tipologia di quesito.
Test Professioni Sanitarie 2026: cosa sappiamo e cosa manca ancora
Con il DM n. 1003 abbiamo ormai una parte molto importante del quadro ufficiale.
Sappiamo:
- quando si svolgeranno le prove;
- quanto dureranno;
- quante domande saranno presenti;
- come saranno distribuite tra le materie;
- come verrà calcolato il punteggio;
- come funzioneranno le graduatorie;
- quali criteri verranno applicati in caso di parità;
- quali misure sono previste per DSA e disabilità;
- come potranno essere utilizzati alcuni posti residui.
Manca invece ancora un dato decisivo: la ripartizione ufficiale dei posti disponibili per l’anno accademico 2026/2027. Il DM n. 1003 rinvia espressamente questo dato a un successivo decreto.