Kelley e il modello della covariazione: una guida per capire le percezioni dei clienti
Nel mondo del marketing moderno, comprendere davvero perché un cliente reagisce in un certo modo è essenziale per costruire strategie efficaci. In questo contesto, il modello della covariazione di Harold Kelley rappresenta uno degli strumenti più utili per interpretare come le persone attribuiscono cause ed effetti ai comportamenti, alle esperienze d’acquisto e alle decisioni che prendono.
Grazie a questo modello, i marketer possono analizzare le percezioni dei clienti in modo più profondo, capire cosa influenza la loro soddisfazione, prevedere le loro reazioni e migliorare la comunicazione del brand. In altre parole, si tratta di un metodo prezioso per leggere la “logica nascosta” dietro le scelte dei consumatori e ottimizzare ogni touchpoint del customer journey.
Vediamo quindi che cos’è il modello della covariazione, come funziona e perché può diventare un alleato strategico nelle attività di marketing.
Che cos’è il modello della covariazione
Successivamente Harold Kelley sviluppa ulteriormente l’idea sostenendo che:
- le persone utilizzano un vero e proprio processo di analisi causale per comprendere gli eventi;
- una causa viene attribuita a un effetto quando i due fenomeni si presentano insieme e variano nello stesso modo in base al principio della covariazione;
- le persone analizzano i dati a disposizione per stabilire relazioni di causa-effetto, comportandosi da “scienziati ingenui”.
Le tre dimensioni fondamentali del modello della covariazione
- consenso: indica se anche altre persone condividono la stessa reazione al comportamento osservato. Ad esempio, se tutti si lamentano dello stesso prodotto, il problema è esterno e legato all’azienda. Al contrario, se solo uno o pochi clienti sono insoddisfatti, la causa è interna, legata alle aspettative individuali;
- distintività: misura se la persona reagisce in modo specifico solo a un determinato stimolo o anche in situazioni simili. Ad esempio, se un cliente si lamenta solo di uno specifico prodotto, la causa è esterna legata allo stesso. Al contrario, se critica tutto ciò che acquista, la causa è interna ed attribuita a una tendenza personale;
- coerenza: riguarda la stabilità del comportamento nel tempo. Se un cliente reagisce sempre nello stesso modo in condizioni simili, ad esempio, ogni volta che compie acquisti fa una lamentela, la causa è legata al singolo. Al contrario, se accade solo per uno specifico prodotto, è probabile che derivi dal servizio.
Applicazioni pratiche
- quanti altri clienti hanno espresso la stessa critica (consenso);
- se la lamentela è stata effettuata solo una volta o ripetuta nel tempo (coerenza);
- se il cliente si è lamentato solo di quello specifico prodotto o anche di altri (distintività).
Limiti e bias cognitivi
Nonostante ciò, il modello della covariazione di Kelley è ad oggi una delle teorie più influenti per comprendere come le persone attribuiscono le cause dei comportamenti e delle esperienze. Applicato al mondo del marketing, offre una chiave preziosa per interpretare le percezioni dei clienti e gestire in modo più consapevole la relazione con il pubblico.