London Bridge: perché è uno dei simboli storici di Londra
Da quasi duemila anni, il London Bridge rappresenta uno dei punti nevralgici della città di Londra, testimone silenzioso di conquiste romane, incendi devastanti, rivoluzioni urbane e trasformazioni architettoniche. Più che un semplice ponte, il London Bridge è stato nei secoli un luogo di passaggio, commercio, vita quotidiana e potere simbolico, capace di riflettere l’evoluzione storica, sociale ed economica della capitale britannica.
Dalla prima struttura romana in legno fino all’attuale ponte moderno, il London Bridge ha cambiato forma e funzione numerose volte, adattandosi alle esigenze di una città in costante crescita. È stato abitato, fortificato, decorato con edifici e persino utilizzato come spazio commerciale, diventando per lungo tempo uno dei ponti più affollati e complessi d’Europa.
In questo articolo ripercorreremo la storia del London Bridge, analizzando le sue origini, le trasformazioni architettoniche, le curiosità meno note e il suo ruolo nell’immaginario collettivo londinese. Un viaggio nel tempo che permette di comprendere perché questo ponte continui ancora oggi a esercitare un fascino unico, pur essendo spesso confuso con il più scenografico Tower Bridge.
Le origini romane
Proprio in quel punto, nel tratto in cui il fiume poteva essere attraversato con maggiore facilità, viene allestito un ponte di barche a uso militare che consente alle truppe di spostarsi rapidamente da una sponda all’altra.
La nascita dell’Old London Bridge
- è realizzata in pietra;
- vanta enormi dimensioni;
- è dotata di ben 19 arcate;
- diventa una vera e propria strada abitata;
- rappresenta l’unico collegamento stabile tra le due sponde di Londra.
Nel Settecento, il traffico diventa così intenso che il sindaco obbliga veicoli e carrozze a mantenere direzioni separate, disposizione destinata a rimanere nella storia. Allo stesso tempo però il London Bridge risulta sempre più inadeguato alle esigenze di una metropoli in espansione: la struttura è fragile e la conformazione rallenta il flusso del fiume, causando pericolose turbolenze.
Dall’Ottocento al Novecento: un’era di cambiamenti
All’inizio dell’Ottocento, Londra conosce una rapida espansione demografica ed economica e l’Old London Bridge non può più sostenere il traffico crescente.
Il nuovo ponte viene costruito da John Rennie ed è dotato di cinque arcate in pietra con un’ampia campata centrale, in grado di consentire un passaggio più agevole delle imbarcazioni sul Tamigi.
Inaugurato nel 1831, diventa in breve il simbolo sia delle capacità tecnica dell’epoca sia del prestigio crescente di Londra come centro commerciale e culturale.
Per oltre un secolo il ponte svolge impeccabilmente la sua funzione, ma con il passare del tempo inizia a mostrare segni di cedimento. In particolare, l’allargamento effettuato nei primi anni del Novecento, necessario per accogliere il traffico rende la struttura eccessivamente pesante per le sue fondamenta, fattore che provoca un lento e progressivo abbassamento verso il fiume.
Nel 1968, il London Bridge viene quindi venduto ad un magnate americano, Robert P. McCulloch.
La struttura viene smontata pezzo per pezzo, spedita negli Stati Uniti e ricostruita nella cittadina in mezzo al deserto di Lake Havasu City, in Arizona. Inaugurato nel 1971, trasforma l’antico ponte londinese in un’attrazione turistica americana iconica.
Intanto, a Londra, la città prepara una nuova struttura destinata a rispondere alle esigenze di mobilità contemporanee.
Il London Bridge ai giorni nostri
Tra il 1968 e il 1972 viene costruito l’attuale London Bridge, una struttura moderna in cemento precompresso che sostituisce le arcate in pietra della versione ottocentesca.
Il ponte viene inaugurato ufficialmente il 17 marzo 1973 dalla regina Elisabetta II.
La nuova infrastruttura risponde alle esigenze della Londra contemporanea: è più larga, resistente, progettata per sostenere il traffico intenso e dotata di una campata centrale ampia e stabile, capace di integrarsi armoniosamente con il paesaggio urbano dominato dallo Shard.
Ancora ai gironi nostri, il London Bridge è un punto di riferimento quotidiano per migliaia di pendolari, turisti e residenti.
La sua forma essenziale, la sua funzione pratica e il suo legame millenario con il luogo ne fanno una delle infrastrutture più emblematiche di Londra, simbolo della capacità della città di rinnovarsi senza mai recidere le radici con il proprio passato.
Come abbiamo analizzato, l’evoluzione del London Bridge, dai ponti di barche romani alla struttura contemporanea in calcestruzzo, racconta una storia unica fatta di continuità, cambiamenti radicali, momenti drammatici e invenzioni ingegneristiche. È un percorso che attraversa la storia della città e restituisce l’immagine di una Londra capace di trasformarsi, preservare, ricostruire e rilanciare.
Ad oggi il ponte, nella sua forma moderna, continua a incarnare lo spirito di una capitale in costante movimento, capace di reinventarsi senza smarrire la memoria dei luoghi.