Gender Fluid, oltre il binarismo
La diffusione del termine Gender Fluid testimonia chiaramente come l’idea di identità di genere stia vivendo una trasformazione enorme negli ultimi anni. Sempre più persone, soprattutto giovani, stanno mettendo in discussione il modello più tradizionale che divide tutto in “maschio” o “femmina”. Non tutte le persone si identificano con il sesso attribuito alla nascita: c’è una netta distinzione tra il sesso biologico e l’identità di genere dell’individuo. Questa, a sua volta, può essere totalmente slegata dal sesso attribuito alla nascita.
L’epoca in cui viviamo è caratterizzata, in effetti, da cambiamenti repentini e da velocità che investe ogni campo. Non stupisce, dunque, l’esigenza di fluidità anche quando si tratta di identità di genere. Attenzione, tuttavia, a non concepire il Gender Fluid come una moda tipica della Generazione Z: la fluidità, infatti, esiste da lungo tempo.
Cosa significa Gender Fluid
Il termine Gender Fluid viene utilizzato per indicare una persona la cui identità di genere non è fissa, ma cambia nel tempo o nelle diverse situazioni.
A differenza di quanto spesso si è portati a credere, non si tratta né di confusione, né di semplice voglia di cambiamento. La fluidità di genere riguarda il modo in cui una persona sente sé stessa.
Per questo, non è escluso che a volte ci si possa sentire più femminili, mentre altre più maschili, altre ancora né l’uno né l’altro.
Le persone Gender Fluid si distinguono da quelle che hanno accettato il binarismo perché rifiutano la rigida categorizzazione che suddivide il maschile dal femminile. Fluidità, infatti, significa anche potersi muovere da una categoria all’altra, senza limiti.
Oltre le categorie di genere: l’identità che varia nel tempo
Una persona Gender Fluid va oltre le semplicistiche categorie di genere. Inoltre, la sua identità potrebbe variare nel tempo. La persona Gender Fluid può sentirsi priva di genere, appartenente a uno genere o a più d’uno.
Ma può anche passare da un genere all’altro, con estrema fluidità: non è necessario identificarsi in un genere fisso e immutabile. Non è un caso, dunque, che spesso le persone fluide decidano di presentarsi al mondo sulla base del vissuto momentaneo. E questo vale sia per i pronomi da utilizzare quando si parla con loro, sia per il loro modo di vestire e per i loro comportamenti.
Tuttavia, come vedremo meglio quando ci occuperemo della definizione di orientamento sessuale, questi cambiamenti non influiscono sull’oggetto del desiderio della persona. Infatti, cambiare genere con fluidità non significa necessariamente modificare anche il proprio orientamento sessuale.
Gender Fluid e Generazione Z
Il termine Gender Fluid non è affatto recente come potrebbe sembrare. Iniziò a diffondersi negli anni Duemila, ma per descrivere una realtà che si è presentata nel mondo, e in tantissime culture diverse, anche in anni passati.
Eppure, dobbiamo la diffusione del termine soprattutto all’avvento dei social network. A partire dal 2010 e nel decennio successivo, anche grazie all’azione di movimenti per i diritti LGBTQ+, il concetto di fluidità di genere ha iniziato a circolare ampiamente.
Parte del lavoro di diffusione, se così vogliamo chiamarlo, lo dobbiamo alla Generazione Z. Questa generazione, molto più delle precedenti, è avvezza al cambiamento, e ha iniziato ad utilizzare il termine “Gender Fluid” con sistematicità e spontaneità. Per questa ragione, lo utilizziamo ad oggi nel linguaggio comune.
Identità di genere e sesso biologico
Anche se il termine è abbastanza diffuso e conosciuto, però, c’è ancora confusione quando si parla di Gender Fluid.
La prima ambiguità riguarda la differenza tra identità di genere e sesso biologico. I due concetti, ben diversi l’uno dall’altro, talvolta vengono confusi: occorre quindi chiarire le loro differenze.
Con il sesso biologico indichiamo tutte le caratteristiche fisiche e genetiche di una persona. Sulla base di queste caratteristiche, alla nascita si tende a classificare ogni persona in modo binario.
L’identità di genere, invece, riguarda come una persona vive interiormente il proprio essere uomo, donna, entrambi, nessuno dei due o qualcosa che cambia nel tempo.
Comprendere questa distinzione è fondamentale per comprendere appieno la fluidità di genere. Una persona può avere un sesso biologico femminile ma vivere una identità di genere maschile, non-binaria o fluida. Ma può anche vivere variazioni nel modo in cui si percepisce: è questa la tipicità del Gender Fluid, grazie al quale sesso e identità di genere vengono nettamente separati.
Sesso attribuito alla nascita e orientamento sessuale
Spesso, inoltre, ci si confonde in merito alla differenza tra identità di genere e orientamento sessuale. L’identità di genere riguarda il come un soggetto si percepisce rispetto alle categorie classiche del binarismo, o oltre queste.
Ben diverso è l’orientamento sessuale, che invece riguarda l’attrazione dal punto di vista romantico o sessuale. Una persona Gender Fluid può essere eterosessuale, omosessuale, bisessuale, pansessuale, asessuale, queer. La fluidità di genere, infatti, non riguarda l’orientamento sessuale, ma è legata strettamente al proprio genere.
Non è escluso, comunque, che si possa sperimentare anche fluidità in merito all’orientamento sessuale.
Genderfluid tra passato e presente: le icone della fluidità di genere
Come anticipavamo in apertura, non bisogna considerare il Gender Fluid come un fenomeno recente o come una moda. Lo testimonia il fatto che, anche in passato, possono essere individuate diverse icone della fluidità di genere.
Uno dei primi nomi legati al genderfluid è quello di Marsha P. Johnson, attivista transgender americana che, alla fine degli Anni Sessanta si batté per i diritti della comunità Lgbtq+. E non dimentichiamo artisti androgini di successo, come Prince e David Bowie, che hanno fatto della fluidità il loro tratto distintivo.
Andando avanti nel tempo e arrivando ai nostri giorni, tra le icone più note del mondo Gender Fluid non possiamo non menzionare l’attrice Asia Kate Dillon, la modella Ruby Rose e il parrucchiere Jonathan Van Ness. Senza andare troppo lontani, anche il cantante italiano Michele Bravi ha spesso parlato della sua fluidità. E lo stesso possiamo dire del conduttore Enrico Papi.
“Sono fluido. Assolutamente, anche se non credo nelle etichette. Io sono un esteta, vado oltre”, ha dichiarato il conduttore in una intervista di qualche anno fa.