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Apprendimento cooperativo: strategie didattiche per favorire il lavoro di gruppo

Apprendimento cooperativo: strategie didattiche per favorire il lavoro di gruppo

Apprendimento cooperativo
  • Alessia Seminara
  • 25 Novembre 2025
  • Consigli per lo studio
  • 5 minuti

Apprendimento cooperativo: la metodologia che potenzia motivazione e risultati

Quella dell’apprendimento cooperativo, o cooperative learning, è una tecnica della quale si sente sempre più spesso parlare. Infatti, negli ultimi anni, diversi studi hanno mostrato che, lavorando in gruppi di studio, i risultati siano migliori. Applicare l’apprendimento cooperativo in classe, quindi, può essere profittevole. Ma i risultati degli studi sul lavoro in gruppo non valgono solo a scuola: anche i gruppi di lavoro migliorano i propri risultati.

Questa tipologia di apprendimento è in effetti flessibile e si può applicare a diversi contesti. Per funzionare adeguatamente, c’è bisogno di una sorta di patto per garantire fiducia reciproca tra i membri del gruppo di studio o lavoro. Di base, infatti, questo tipo di apprendimento prevede che tutti i componenti del gruppo possano apprendere l’uno dall’altro. Nonostante le sue potenzialità, però, il cooperative learning non sempre trova applicazione, soprattutto in contesto scolastico.

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Cos’è l’apprendimento cooperativo

Definito anche cooperative learning, l’apprendimento cooperativo è una strategia didattica. La sua applicazione prevede che gli studenti (o i membri del team) vengano divisi in piccoli gruppi.

Tutti i partecipanti del gruppo sono chiamati a sostenersi, in quanto il percorso di apprendimento deve essere reciproco.

A scuola, quando questa metodologia viene applicata, l’insegnante ha un ruolo di organizzatore. Deve facilitare le attività, strutturando un ambiente favorevole. Inoltre, ove necessario, dovrà impegnarsi per promuovere un clima favorevole e positivo tra tutti i membri del gruppo.

I vantaggi

Ricorrere all’apprendimento cooperativo significa poter contare su numerosi vantaggi. Quello più apprezzato riguarda lo sviluppo delle cosiddette life skills: le abilità sociali e le competenze interpersonali.

Il cooperative learning favorisce infatti l’acquisizione di queste skills, senza le quali i partecipanti al gruppo non potrebbero assolutamente cooperare.

Gli studi hanno poi mostrato che gli studenti che lavorano attivamente in gruppo possono concentrarsi sul compito per più tempo. Inoltre, una maggiore capacità di pensiero critico è collegata all’apprendimento cooperativo, così come pure dei risultati migliori rispetto al lavoro del singolo studente.

Oltre a migliorare le relazioni tra i discenti, questa strategia promuove sia l’autostima, sia il rispetto tra i membri.

I recenti studi sulla didattica di gruppo

La pandemia di Covid-19, come sappiamo, ha portato con sé una novità nel mondo della scuola: la didattica a distanza. Questo tipo di didattica ha permesso di potenziare gli studi sull’apprendimento cooperativo, mostrandone i benefici.

Il cooperative learning va oltre il concetto di gruppo di lavoro. Lavorare insieme, infatti, non basta e non garantisce risultati migliori. L’apprendimento di questo tipo prevede la partecipazione attiva di tutti gli interessati, condizione necessaria per ottenere risultati positivi.

Gli studi hanno mostrato infatti che questa strategia garantisce il superamento della didattica classica, basata sulla relazione docente – allievi.

Il processo di crescita e di apprendimento deve prevedere la collaborazione attiva, con la creazione di una vera e propria comunità educativa. Questo modello educativo è stato fruito dai docenti in epoca di pandemia e DAD per garantire una relazione profittevole tra gli alunni, anche a distanza.

Apprendimento cooperativo in classe

Tuttavia, lo abbiamo già anticipato in apertura: nonostante i suoi innumerevoli vantaggi, l’apprendimento cooperativo in classe non sempre viene sfruttato. Solo alcuni insegnanti hanno raccolto la sfida in fase di emergenza per cercare di garantire la coesione della classa in didattica a distanza.

Anche se il cooperative learning, così come pure altre forme di tutoraggio tra pari, siano in grado di dare ottimi risultati, nella scuola italiana spesso e volentieri queste tecniche di apprendimento vengono tralasciate.

Eppure, applicarle potrebbe significare migliorare i risultati, a partire dalle già citate life skills.

Il problema principale del cooperative learning in classe è che spesso non è chiaro come trasformare un semplice gruppo di lavoro in un gruppo di apprendimento cooperativo.

Riunire gli studenti in gruppi, infatti, non è sufficiente. L’insegnante dovrà rispettare alcuni parametri per poter sfruttare questo metodo di apprendimento con profitto.

Innanzitutto, i gruppi dovranno essere suddivisi adeguatamente. Dovranno essere eterogenei: gli alunni andranno suddivisi sulla base delle caratteristiche possedute. I membri, per potersi aiutare tra loro e per raggiungere risultati migliori rispetto al singolo, dovranno cioè possedere skills complementari.

Inoltre, bisognerà favorire l’interdipendenza e il coinvolgimento degli alunni. I ragazzi dovranno avere chiaro che bisogna lavorare insieme per raggiungere l’obiettivo.

Tipologie di apprendimento cooperativo

Ricordiamo che non esiste un solo apprendimento cooperativo, ma che ne sono state teorizzate varie tipologie:

  • formale, in cui la forma dell’interazione tra i membri del gruppo è guidata dall’insegnante. Di norma, i gruppi eterogenei sono composti da 2 a 6 studenti;
  • informale, si applica alla singola lezione e serve a promuovere la curiosità. L’insegnante, in questo caso, dovrà creare condizioni favorevoli perché si attivino processi cognitivi che favoriscano l’approfondimento degli argomenti trattati;
  • non formale, che serve per far sì che studenti con skills anche molto differenti tra loro, a seguito del lavoro di gruppo possano collaborare per creare un legame e dei risultati positivi.

Cooperative learning esempi

L’apprendimento cooperativo in classe può essere sfruttato in numerosi contesti. Quando si parla di cooperative learning, esempi come i compiti di comprensione del testo sono particolarmente calzanti.

Questa metodologia può infatti essere sfruttata per favorire l’inclusione didattica in alunni con difficoltà di apprendimento.

In caso di un compito di comprensione del testo, si può creare un gruppo composto da un alunno con DSA, un alunno con stile di apprendimento visivo e un terzo con apprendimento tipicamente uditivo. In questo specifico esempio, l’alunno con apprendimento uditivo provvederà a leggere ad alta voce il testo, l’alunno con DSA provvederà alla sintesi, mentre l’alunno con apprendimento visivo penserà a creare una mappa concettuale della sintesi.

Altra attività in cui è possibile applicare agevolmente l’apprendimento cooperativo riguarda l’analisi critica di un argomento. In questo caso, il lavoro di gruppo servirà per l’acquisizione di competenze e apprendimenti astratti.

Non ci si limiterà a recepire le nozioni dall’insegnante con una lezione passiva, ma si procederà a una discussione attiva. I membri del gruppo avranno il compito di analizzare, sintetizzare e poi esporre le diverse prospettive di un medesimo argomento.

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Alessia Seminara
Giornalista pubblicista, copywriter e web editor. Dopo la formazione universitaria, ho deciso di intraprendere vari percorsi formativi che mi hanno consentito di iniziare a lavorare per il web. Collaboro con diverse testate giornalistiche online e mi occupo di copy e scrittura per vari siti web.
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